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domenica 10 dicembre 2017

Finanziamenti europei e ricerca italiana: il problema è sempre lo stesso

Sono usciti i dati sui finanziamenti europei del tipo Consolidator Grants (per ricercatori con circa 10 anni di esperienza), erogati dallo European Research Council:
https://erc.europa.eu/sites/default/files/document/file/erc_2017_cog_statistics.pdf
Tutto come da copione: un copione che tutti, tranne i nostri ministri, ormai conoscono a memoria.
L'Italia è solo sesta a pari merito per il numero di finanziamenti che saranno spesi nel paese: 14, molto meno di Gran Bretagna (60), Germania (56), Francia (38) e anche di Paesi Bassi (25) e Svizzera (19).
Per nazionalità dei proponenti, invece, gli italiani sono secondi, con 33 vincitori, dopo i 55 tedeschi e davanti a francesi (32), inglesi (31), spagnoli (23), olandesi (19), ecc.; gli svizzeri sono solo 9.

sabato 2 dicembre 2017

De nuptiis Bibliographiae et Technologiae

Qualche giorno fa, è comparsa una nuova visualizzazione nell'Indice SBN, per i coautori, nella lista dei risultati.
(Alcune settimane fa, era stata modificata, ma in modo diverso, la visualizzazione dei coautori nel record completo).

















A occhio, dovrebbe essere una quarantina d'anni che i coautori, in quella posizione, erano scomparsi dai cataloghi italiani (da altri anche prima).
Pur rimanendo al loro posto in tutti gli altri posti, comprese le citazioni più sciatte, accanto agli AA.VV., e il Chicago Manual (con un goffo, complicato e pleonastico and al posto dell'elegante trattino). Complicato perché, come gli americani in genere ignorano, esistono anche altre lingue. Autori francesi e titolo francese ma and in mezzo? Mah. In quel che si vede gratis, sul loro sito, esempi che non siano in inglese non ce n'è, ovviamente, nemmeno uno.

lunedì 6 novembre 2017

Le biblioteche americane sono sempre più avanti!
Danno già in lettura i libri del 2019...

Le biblioteche americane, si sa, sono sempre più avanti di tutti, in anticipo sui tempi.
Da mesi sono piene di libri del 2018, ma ora hanno cominciato a dare in lettura anche quelli del 2019!
Non ci credete?
Siete rimasti ancora al 2017? Non vi vergognate? Così retrò, roba da vecchi snob, da intellettuali...
Sveglia, si sa che a questo mondo, per avere successo, bisogna raccontare un po' di balle...


lunedì 30 ottobre 2017

Sistema universitario italiano e classifiche

Le "classifiche" delle università sono diventate uno degli sport preferiti (almeno ai vertici degli atenei e nella stampa), con il corollario di svarioni e smentite e, soprattutto, coll'abitudine dilagante a "fare notizia" senza capire da dove vengono i dati. Dati che sono in genere fortemente viziati dal prendere in conto pochissimi elementi (i più facili e meno costosi da rilevare, com'è ovvio), così da penalizzare, p.es., la didattica, le discipline umanistiche (p.es. facendo conteggi solo su database di scienze sperimentali), le culture nazionali (una di queste rileva, p.es., solo due riviste, pesantemente viziate nella selezione degli articoli), oltre ad usare modalità quanto meno spericolate per integrare i diversi indicatori (come è stato spiegato più volte su ROARS).
Tutto ciò dovrebbe essere ben noto, anzi evidente, ma non è su questo che vorrei proporre una riflessione.
Prendiamo l'ultima uscita (la segnalazione l'ho ricevuta oggi), ossia CWUR World University Rankings 2017 (<http://cwur.org/>). Facciamo finta che i dati (una classifica delle prime 1000 università del mondo) siano attendibili. L'esercizio si può, volendo, ripetere su altre classifiche "concorrenti".
Il dato più "notiziabile" in Italia, ovviamente, è che c'è solo un'università nelle prime 100, e poi altre 3 nelle prime 200, e che la prima si trova solo all'84° posto. Una débâcle?

domenica 29 ottobre 2017

Il catalogo di Pulcinella (Qualità dei cataloghi 14)

Nella letteratura bibliotecaria ci sono tante belle frasi su a che cosa servono le biblioteche, e sul fatto che le biblioteche producono informazioni bibliografiche di qualità. Ci fanno anche molti elmetti sul fatto che i cataloghi devono essere orientati agli utenti.
Poi, nel mondo reale, uno va a cercare i dati di un libro (anche solo per la pigrizia di digitarli) e trova roba così:




















giovedì 26 ottobre 2017

Alice nel paese delle meraviglie e gli imbroglioni

Due interessanti notizie (anzi tre), negli ultimi giorni, che hanno qualcosa in comune.
In Cina si scopre che, a forza di pompare la produzione (quantitativa) di articoli scientifici, come fosse la produzione di barili di petrolio, si pubblica un mare di articoli falsi, approvati da falsi referee.
Lo scandalo è segnalato da <https://www.scienzainrete.it/>, che rimanda a un buon articolo del «New York Times», <https://www.nytimes.com/2017/10/13/world/asia/china-science-fraud-scandals.html>
Però Alice nel paese delle meraviglie continua a pensare che la letteratura scientifica si basi sulla double-blind peer review (con tutto quello che sappiamo, prima della Cina, di cosa ne pensavano Einstein, Fermi e altri tizi che, evidentemente, di scienza capivano meno dei membri dell'Anvur).
Gli imbroglioni naturalmente ci sono sempre stati. Ma che dei professori (Anvur e ex-Anvur) credano a stupidaggini come il paesano sceso in città che abbocca al gioco delle tre carte davanti alla stazione, questo fa pena.
Meccanismi formali, sostanzialmente burocratici, facilmente manipolabili in mille modi, non garantiscono un bel niente, per quanto riguarda la qualità. La qualità si garantisce innanzitutto non dando valore alla quantità senza qualità (cioè non contando le pubblicazioni), e poi mettendoci la faccia, e la firma.

martedì 17 ottobre 2017

L'erba del vicino (e l'inutilità delle biblioteche e dei bibliotecari)

L'associazione bibliotecaria tedesca (Deutscher Bibliotheksverband) ha pubblicato la sua brochure sulle biblioteche: Report on the State of Libraries in Germany 2017/2018.
(Ma perché 2018, dato che siamo nel 2017, e i dati saranno, nella migliore delle ipotesi, dati 2016? Che domande, siamo innovativi, no? Orientati al futuro. Solo i passatisti stanno ancora nel 2017. E solo i passatisti pensano ancora che bisogna sapere di cosa si sta parlando).

La versione inglese sta a <http://www.bibliotheksverband.de/fileadmin/user_upload/DBV/publikationen/dbv_Bericht_2017_RZ_engl_Web.pdf>.
Poche pagine, piene di chiacchiere sulle tecnologie, come se le biblioteche vendessero apparecchi, ma purtroppo ci siamo abituati.
Qualche fatto?

domenica 24 settembre 2017

Antropologia della storia (e braccia rubate alla vanga)

Come nei cassonetti chi ci fruga trova a volte qualcosa di prezioso, così nelle sciocchezze e nei pasticci che persone incompetenti e prive di un po' di senso di responsabilità spargono nei cataloghi – che sono un patrimonio pubblico da tutelare, quanto i parchi e i prati da non riempire di cartacce e rifiuti – compare a volte qualche invenzione curiosa, come questa (il n. 2) che mi segnala un'amica bibliotecaria.


sabato 19 agosto 2017

Gli ordinari imbrogli di Google (e il digitale pubblico)

Si sa che Google dice, non dice, e dice bugie, a ogni piè sospinto e a proprio piacimento (oltre che a proprio tornaconto fiscale).
Ho già mostrato in parecchie occasioni - e chiunque può verificarlo da sé quando vuole scorrendo avanti la barra delle pagine di risultati - che circa il 90% dei risultati di una ricerca dichiarati al principio da Google non esistono (o, se esistono, non vengono fatti vedere a chi li chiede).
Anche Google libri è un pozzo di insondabili misteri, con file che appaiono e scompaiono, duplicazioni (della stessa digitalizzazione, intendo, non della stessa edizione) che proliferano come capita, e così via.
Particolarmente irritante, però, è quando una digitalizzazione realizzata tramite l'accordo con le biblioteche statali italiane viene nascosta all'utente. Dato che mi è capitato due volte in pochi giorni, vale la pena di occuparsene.