Si sa che Google dice, non dice, e dice bugie, a ogni piè sospinto e a proprio piacimento (oltre che a proprio tornaconto fiscale).
Ho già mostrato in parecchie occasioni - e chiunque può verificarlo da sé quando vuole scorrendo avanti la barra delle pagine di risultati - che circa il 90% dei risultati di una ricerca dichiarati al principio da Google non esistono (o, se esistono, non vengono fatti vedere a chi li chiede).
Anche Google libri è un pozzo di insondabili misteri, con file che appaiono e scompaiono, duplicazioni (della stessa digitalizzazione, intendo, non della stessa edizione) che proliferano come capita, e così via.
Particolarmente irritante, però, è quando una digitalizzazione realizzata tramite l'accordo con le biblioteche statali italiane viene nascosta all'utente. Dato che mi è capitato due volte in pochi giorni, vale la pena di occuparsene.
sabato 19 agosto 2017
venerdì 9 giugno 2017
Ancora sul gioco (e la mafia, e i costi dell'ignoranza)
Su «La Repubblica» di oggi, veniamo a sapere non solo dell'inarrestabile crescita della spesa in giochi d'azzardo, ma che il settore è in gran parte, o sta sempre più passando, in mano alla mafia. <http://mafie.blogautore.repubblica.it/2017/06/786/>
Cosa del resto piuttosto ovvia: guadagni molto alti, facilità di sfuggire al fisco, tante pecore da tosare (e che, se si indebitano, possono servire ancora per i prestiti a usura, per farsi cedere attività economiche quasi gratis, come prestanome, ecc.).
Ma qualunque pagina del giornale si apra, i costi dell'ignoranza dilagano ovunque.
E non solo sul giornale, naturalmente. Per esempio, una cortese circolare della Regione Lazio ai proprietari di autoveicoli, che ricorda la scadenza del bollo (tassa automobilistica), avverte in un riquadro col titolo in rosso che «L'80% degli incidenti stradali gravi è provocato dall'utilizzo del telefono cellulare durante la guida».
(Come facessero gli italiani ad andarsi a schiantare prima, o a mettere sotto qualcuno, non è chiaro: forse bevevano di più).
Forse più che di ignoranza in senso stretto, qui si dovrebbe parlare di "insegnamento della stupidità", cioè del martellamento dei messaggi (nella pubblicità, nella politica, ma perfino, ad esempio, nelle riviste di biblioteconomia) che invitano a non pensare, non capire, non fermarsi a riflettere, usare sempre qualsiasi cosa qualcuno ti voglia vendere, cancellare l'espressione "senso di responsabilità", negare tutto ciò che è costitutivo dell'essere adulti.
"Life is now": mentre comunichi su Facebook, non ti distrarre a pensare che potresti schiacciare un ragazzo che aspetta l'autobus o una signora che si ostina a voler andare in bicicletta (del resto, fosse almeno uno smartcycle...).
Cosa del resto piuttosto ovvia: guadagni molto alti, facilità di sfuggire al fisco, tante pecore da tosare (e che, se si indebitano, possono servire ancora per i prestiti a usura, per farsi cedere attività economiche quasi gratis, come prestanome, ecc.).
Ma qualunque pagina del giornale si apra, i costi dell'ignoranza dilagano ovunque.
E non solo sul giornale, naturalmente. Per esempio, una cortese circolare della Regione Lazio ai proprietari di autoveicoli, che ricorda la scadenza del bollo (tassa automobilistica), avverte in un riquadro col titolo in rosso che «L'80% degli incidenti stradali gravi è provocato dall'utilizzo del telefono cellulare durante la guida».
(Come facessero gli italiani ad andarsi a schiantare prima, o a mettere sotto qualcuno, non è chiaro: forse bevevano di più).
Forse più che di ignoranza in senso stretto, qui si dovrebbe parlare di "insegnamento della stupidità", cioè del martellamento dei messaggi (nella pubblicità, nella politica, ma perfino, ad esempio, nelle riviste di biblioteconomia) che invitano a non pensare, non capire, non fermarsi a riflettere, usare sempre qualsiasi cosa qualcuno ti voglia vendere, cancellare l'espressione "senso di responsabilità", negare tutto ciò che è costitutivo dell'essere adulti.
"Life is now": mentre comunichi su Facebook, non ti distrarre a pensare che potresti schiacciare un ragazzo che aspetta l'autobus o una signora che si ostina a voler andare in bicicletta (del resto, fosse almeno uno smartcycle...).
martedì 9 maggio 2017
Costi dell'ignoranza e fuga dei cervelli
Il giornale ogni giorno ci ricorda i costi dell'ignoranza nel nostro paese. Per esempio nei giorni scorsi con la fortissima crescita dei casi di morbillo (per l'ignoranza su vantaggi e rischi delle vaccinazioni) ma anche con la morte di una bambina di due anni in uno scontro automobilistico (i genitori il seggiolino manco l'avevano montato, in macchina). Quale sarà il loro livello d'istruzione (e magari di lettura), come quello dei trogloditi che ammazzano spesso e volentieri la fidanzata o la ex? Telefonino del XXI secolo e testa da cavernicoli (senza offesa per i nostri progenitori, tra i quali sicuramente c'erano diverse persone che la testa ce l'avevano, tanto che dalle caverne siamo usciti. A proposito, l'avete letto Il più grande uomo scimmia del Pleistocene?)
Oggi «La Repubblica» ci ricorda invece, con l'articolo La beffa dei cervelli: ricercatori italiani premiati, ma due su tre lavorano all'estero,
http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/09/news/ricercatori_italiani_all_estero_i_piu_premiati-164990873/, un altro aspetto dei costi dell'ignoranza, ossia come la dissennata politica italiana su università e ricerca ci porti a finanziare la ricerca e le università degli altri paesi europei, invece che quelle italiane.
Oggi «La Repubblica» ci ricorda invece, con l'articolo La beffa dei cervelli: ricercatori italiani premiati, ma due su tre lavorano all'estero,
http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/09/news/ricercatori_italiani_all_estero_i_piu_premiati-164990873/, un altro aspetto dei costi dell'ignoranza, ossia come la dissennata politica italiana su università e ricerca ci porti a finanziare la ricerca e le università degli altri paesi europei, invece che quelle italiane.
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lunedì 1 maggio 2017
Necessario e insufficiente: il traduttore e il bibliotecario
In un bel libro sulla traduzione (e su Primo Levi), Domenico Scarpa scrive:
la traduzione integrale, la traduzione-come-copia, è un oggetto impossibile, come la teoria e l'esperienza possono facilmente dimostrare. In entrambi i casi però - la testimonianza, la traduzione - si tratta di una impossibilità teorica cui corrisponde una necessità pratica. Non è possibile in teoria eppure si fa, si deve fare, nella pratica: tradurre, testimoniare. Anche se non si raggiungerà il risultato ideale, anche se si è sicuri in partenza di non poterlo raggiungere. Ogni traduttore è consapevole di svolgere un lavoro necessario e insufficiente. Ciò che lo sorregge e lo spinge in avanti è l'ostinazione, il non accontentarsi mai, e anche la fiducia nella bontà del proprio operare.
domenica 30 aprile 2017
Cos'altro cresce in Italia, oltre al gioco d'azzardo?
Beh, non è difficilissimo indovinare. La corruzione? Forse, anche.
Ma come spesa pubblica? È facile, basta pensare a quella più inutile, la prima che vi verrà in mente.
La spesa militare, che è cresciuta dell'11% nelle uscite dello Stato tra 2015 e 2016.
<http://www.repubblica.it/economia/2017/04/29/news/armi_europa_sipri-164104393/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P7-S1.6-T1>
Ma come spesa pubblica? È facile, basta pensare a quella più inutile, la prima che vi verrà in mente.
La spesa militare, che è cresciuta dell'11% nelle uscite dello Stato tra 2015 e 2016.
<http://www.repubblica.it/economia/2017/04/29/news/armi_europa_sipri-164104393/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P7-S1.6-T1>
venerdì 21 aprile 2017
Qualche considerazione sui risultati del concorso MiBACT
Si è concluso, con la pubblicazione della graduatoria, la selezione per bibliotecari del "concorsone" del Ministero dei beni culturali, i 500 nuovi funzionari promessi e ottenuti dal ministro Franceschini. I risultati si trovano a <http://riqualificazione.formez.it/content/concorso-ripam-mibact-primi-vincitori>.
Le polemiche sul fatto che ai bibliotecari siano stati destinati solo 25 posti (mentre non si faceva un concorso di dimensioni significative da 30 anni e ogni anno va in pensione una cinquantina di persone) sono note ed è inutile tornarci sopra.
La graduatoria mostra chiaramente quanto sia difficile, con un intervento così ridotto, intervenire sulla mancanza di ricambio e l'invecchiamento del personale.
Tra i venticinque vincitori, la più giovane ha già compiuto 30 anni, la meno giovane ne ha 50. Undici su 25 hanno più di 40 anni, e solo 5 ne hanno meno di 35.
Anche tra gli idonei (in tutto 60 persone) non ce n'è nemmeno uno sotto i 30 anni.
Le polemiche sul fatto che ai bibliotecari siano stati destinati solo 25 posti (mentre non si faceva un concorso di dimensioni significative da 30 anni e ogni anno va in pensione una cinquantina di persone) sono note ed è inutile tornarci sopra.
La graduatoria mostra chiaramente quanto sia difficile, con un intervento così ridotto, intervenire sulla mancanza di ricambio e l'invecchiamento del personale.
Tra i venticinque vincitori, la più giovane ha già compiuto 30 anni, la meno giovane ne ha 50. Undici su 25 hanno più di 40 anni, e solo 5 ne hanno meno di 35.
Anche tra gli idonei (in tutto 60 persone) non ce n'è nemmeno uno sotto i 30 anni.
mercoledì 12 aprile 2017
Crescita +25%: le tigri asiatiche? No, il gioco online in Italia
C'è un settore, in Italia, che nel 2016 è cresciuto del 25%: il gioco online (legale e in regola col fisco).
L'ultimo rapporto si può leggere a Gioco online, mercato italiano a +25%: ora vale 1 miliardo, <http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/46768_gioco-online-mercato-italiano-a-25-ora-vale-1-miliardo.htm>.
La curiosità su quanto cresca quello illegale, o quello in rete che elude il fisco italiano, ce la dobbiamo tenere.
Il settore, a quanto pare, conta ancora solo il 5% circa del mercato (complessivo del gioco d'azzardo in Italia), ma è molto promettente, come tasso di crescita.
L'ultimo rapporto si può leggere a Gioco online, mercato italiano a +25%: ora vale 1 miliardo, <http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/46768_gioco-online-mercato-italiano-a-25-ora-vale-1-miliardo.htm>.
La curiosità su quanto cresca quello illegale, o quello in rete che elude il fisco italiano, ce la dobbiamo tenere.
Il settore, a quanto pare, conta ancora solo il 5% circa del mercato (complessivo del gioco d'azzardo in Italia), ma è molto promettente, come tasso di crescita.
martedì 11 aprile 2017
Catalogatori situazionisti? (Qualità dei cataloghi 12)
Evidentemente ci sono catalogatori situazionisti (vedi alla voce détournement, ma è meglio Wikipedia in inglese che in francese), che si annidano nei posti più imprevisti (perfino tra i salesiani).


venerdì 7 aprile 2017
Oxford e ancora Brexit (Off-topic)
Un amico mi ha segnalato questo articolo: La battaglia culturale di Oxford per resistere all’effetto Brexit, <http://www.lastampa.it/2017/04/06/esteri/la-battaglia-culturale-di-oxford-per-resistere-alleffetto-brexit-Bg4fPiPv1cSlQ89WPrmaVJ/pagina.html>.
Vi si dice fra l'altro che «Lo scontro in atto [...] ha radici profonde. Si fronteggiano due concezioni diverse della politica e della convivenza civile, le quali sfuggono alla semplice distinzione tra destra e sinistra. In un saggio recente, il giornalista David Goodhart ha coniato quella che sembra l’etichetta più felice per descrivere questi due schieramenti: Gli Anywhere (i nessunluogo) contro i Somewhere (i qualche luogo). Coloro che non si sentono legati ad alcun luogo si scontrano con coloro che sono radicati.»
A me, francamente, sembra che le cose stiano in modo molto diverso (anche se in Inghilterra non ci vado da molti anni). Non vedo p.es. nessuna incompatibilità tra l'essere europeisti e l'essere legati alle proprie radici (che sono, fra l'altro, molto europee, per chi conosce un pochino di storia).
Vi si dice fra l'altro che «Lo scontro in atto [...] ha radici profonde. Si fronteggiano due concezioni diverse della politica e della convivenza civile, le quali sfuggono alla semplice distinzione tra destra e sinistra. In un saggio recente, il giornalista David Goodhart ha coniato quella che sembra l’etichetta più felice per descrivere questi due schieramenti: Gli Anywhere (i nessunluogo) contro i Somewhere (i qualche luogo). Coloro che non si sentono legati ad alcun luogo si scontrano con coloro che sono radicati.»
A me, francamente, sembra che le cose stiano in modo molto diverso (anche se in Inghilterra non ci vado da molti anni). Non vedo p.es. nessuna incompatibilità tra l'essere europeisti e l'essere legati alle proprie radici (che sono, fra l'altro, molto europee, per chi conosce un pochino di storia).
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