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venerdì 29 giugno 2018

Dalla Germania cattive notizie per il libro

Sono usciti i dati sul mercato del libro (2017) in Germania, il più grande paese europeo.
Il mercato viene definito come stabile da 15 anni (un po' d'eufemismo non si nega a nessuno), anche se in effetti è calato dell'1,6% rispetto all'anno precedente. L'erosione è un po' mascherata dal fatto che i lettori forti tengono, e anzi tendono a comprare qualche libro in più (ma stando molto attenti ai prezzi), mentre calano gli acquirenti in totale: meno 4% nell'ultimo anno, meno 18% negli ultimi cinque anni.
Nell'ultimo anno, i tedeschi (dai 10 anni in su) che hanno comprato almeno un libro sono il 44%. Toh, sembra di leggere le statistiche italiane...
Le fasce d'età in cui l'erosione è più forte sono i quarantenni e poi i trentenni e i ventenni.
Insomma, si lavora per costruire un futuro peggiore, come al solito...

Quanto all'e-book, che ogni anno si mostra più chiaramente come la soluzione per un problema che non c'è (mentre mancano le soluzioni per i problemi che ci sono davvero), stagna, al 4,6% del mercato.
Guardando meglio, è già in calo, perché il risultato complessivo dipende da una nicchia di acquirenti che si restringe (meno 8%) ma che ha comprato qualche libro in più (più 12%), approfittando soprattutto di quelli offerti ai prezzi più bassi (meno 5%, con un prezzo medio di 6 euro).
Insomma è una piccola nicchia (5% della popolazione, 12% degli acquirenti di libri), per lettori forti, che funziona entro limiti molto stretti (di prezzo, ma anche di esigenze ed abitudini).

Il libro non è la televisione, né un videogioco, con buona pace di chi cerca di raccontare che è quasi la stessa cosa, o fa uguale: non ci crede nessuno.
Una società che non legge è una società che non riflette, non ragiona, in cui le persone non capiscono né se stesse, né gli altri (i libri, come si sa o si dovrebbe sapere, sono essenziali per tutte e due le cose).

Chi semina vento raccoglie tempesta, e le istituzioni - europee, tedesche e italiane - sono impegnatissime nel compito di seminarlo, con i risultati che vediamo a ogni turno elettorale in qualsiasi paese.

(La notizia si legge a <https://publishingperspectives.com/2018/06/german-book-market-2017-stable-sales-more-consumers-needed/>; il comunicato più dettagliato a <https://www.boersenverein.de/de/portal/Presse/158382?presse_id=1478733>).

lunedì 20 febbraio 2017

Libri e lettura: che c'è di nuovo?

Nei primi mesi dell'anno escono in genere parecchi dati su quello precedente.
Fra le notizie segnalate nella colonna a fianco (e non solo), continua il periodo negativo per gli ebook.
(A proposito, non trovo da nessuna parte, in rete, che uno dei presunti esperti che hanno sostenuto per anni che ci sarebbe stata una crescita mirabolante e irresistibile, faccia ammenda, e provi a ragionare su come mai si è sbagliato).
In forte declino ormai da anni le vendite dei lettori dedicati (cfr. p.es. https://www.justpublishingadvice.com/the-e-reader-device-is-dying-a-rapid-death/), anche le vendite degli ebook sono calate nel 2016, nei paesi più avanzati: meno 16% negli Stati Uniti e, in Canada, un calo percentuale dal 19% al 16,8% del mercato.

martedì 9 agosto 2016

Salone, fiere e promozione della lettura

Quando nel 1998 Angelo Pezzana e Guido Accornero inaugurarono la prima edizione del Salone del Libro di Torino a Torino Esposizioni tirai un sospiro di sollievo ed ebbi un moto di orgoglio: finalmente, nei convegni internazionali di giovani librai a cui partecipavo attivamente da alcuni anni l'Italia non sarebbe più stata la cenerentola e avrei avuto modo di dimostrare che anche nel nostro mondo del libro si muoveva qualcosa e si facevano cose innovative e interessanti.