Il giornale ogni giorno ci ricorda i costi dell'ignoranza nel nostro paese. Per esempio nei giorni scorsi con la fortissima crescita dei casi di morbillo (per l'ignoranza su vantaggi e rischi delle vaccinazioni) ma anche con la morte di una bambina di due anni in uno scontro automobilistico (i genitori il seggiolino manco l'avevano montato, in macchina). Quale sarà il loro livello d'istruzione (e magari di lettura), come quello dei trogloditi che ammazzano spesso e volentieri la fidanzata o la ex? Telefonino del XXI secolo e testa da cavernicoli (senza offesa per i nostri progenitori, tra i quali sicuramente c'erano diverse persone che la testa ce l'avevano, tanto che dalle caverne siamo usciti. A proposito, l'avete letto Il più grande uomo scimmia del Pleistocene?)
Oggi «La Repubblica» ci ricorda invece, con l'articolo La beffa dei cervelli: ricercatori italiani premiati, ma due su tre lavorano all'estero,
http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/09/news/ricercatori_italiani_all_estero_i_piu_premiati-164990873/, un altro aspetto dei costi dell'ignoranza, ossia come la dissennata politica italiana su università e ricerca ci porti a finanziare la ricerca e le università degli altri paesi europei, invece che quelle italiane.
martedì 9 maggio 2017
lunedì 1 maggio 2017
Necessario e insufficiente: il traduttore e il bibliotecario
In un bel libro sulla traduzione (e su Primo Levi), Domenico Scarpa scrive:
la traduzione integrale, la traduzione-come-copia, è un oggetto impossibile, come la teoria e l'esperienza possono facilmente dimostrare. In entrambi i casi però - la testimonianza, la traduzione - si tratta di una impossibilità teorica cui corrisponde una necessità pratica. Non è possibile in teoria eppure si fa, si deve fare, nella pratica: tradurre, testimoniare. Anche se non si raggiungerà il risultato ideale, anche se si è sicuri in partenza di non poterlo raggiungere. Ogni traduttore è consapevole di svolgere un lavoro necessario e insufficiente. Ciò che lo sorregge e lo spinge in avanti è l'ostinazione, il non accontentarsi mai, e anche la fiducia nella bontà del proprio operare.
domenica 30 aprile 2017
Cos'altro cresce in Italia, oltre al gioco d'azzardo?
Beh, non è difficilissimo indovinare. La corruzione? Forse, anche.
Ma come spesa pubblica? È facile, basta pensare a quella più inutile, la prima che vi verrà in mente.
La spesa militare, che è cresciuta dell'11% nelle uscite dello Stato tra 2015 e 2016.
<http://www.repubblica.it/economia/2017/04/29/news/armi_europa_sipri-164104393/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P7-S1.6-T1>
Ma come spesa pubblica? È facile, basta pensare a quella più inutile, la prima che vi verrà in mente.
La spesa militare, che è cresciuta dell'11% nelle uscite dello Stato tra 2015 e 2016.
<http://www.repubblica.it/economia/2017/04/29/news/armi_europa_sipri-164104393/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P7-S1.6-T1>
venerdì 21 aprile 2017
Qualche considerazione sui risultati del concorso MiBACT
Si è concluso, con la pubblicazione della graduatoria, la selezione per bibliotecari del "concorsone" del Ministero dei beni culturali, i 500 nuovi funzionari promessi e ottenuti dal ministro Franceschini. I risultati si trovano a <http://riqualificazione.formez.it/content/concorso-ripam-mibact-primi-vincitori>.
Le polemiche sul fatto che ai bibliotecari siano stati destinati solo 25 posti (mentre non si faceva un concorso di dimensioni significative da 30 anni e ogni anno va in pensione una cinquantina di persone) sono note ed è inutile tornarci sopra.
La graduatoria mostra chiaramente quanto sia difficile, con un intervento così ridotto, intervenire sulla mancanza di ricambio e l'invecchiamento del personale.
Tra i venticinque vincitori, la più giovane ha già compiuto 30 anni, la meno giovane ne ha 50. Undici su 25 hanno più di 40 anni, e solo 5 ne hanno meno di 35.
Anche tra gli idonei (in tutto 60 persone) non ce n'è nemmeno uno sotto i 30 anni.
Le polemiche sul fatto che ai bibliotecari siano stati destinati solo 25 posti (mentre non si faceva un concorso di dimensioni significative da 30 anni e ogni anno va in pensione una cinquantina di persone) sono note ed è inutile tornarci sopra.
La graduatoria mostra chiaramente quanto sia difficile, con un intervento così ridotto, intervenire sulla mancanza di ricambio e l'invecchiamento del personale.
Tra i venticinque vincitori, la più giovane ha già compiuto 30 anni, la meno giovane ne ha 50. Undici su 25 hanno più di 40 anni, e solo 5 ne hanno meno di 35.
Anche tra gli idonei (in tutto 60 persone) non ce n'è nemmeno uno sotto i 30 anni.
mercoledì 12 aprile 2017
Crescita +25%: le tigri asiatiche? No, il gioco online in Italia
C'è un settore, in Italia, che nel 2016 è cresciuto del 25%: il gioco online (legale e in regola col fisco).
L'ultimo rapporto si può leggere a Gioco online, mercato italiano a +25%: ora vale 1 miliardo, <http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/46768_gioco-online-mercato-italiano-a-25-ora-vale-1-miliardo.htm>.
La curiosità su quanto cresca quello illegale, o quello in rete che elude il fisco italiano, ce la dobbiamo tenere.
Il settore, a quanto pare, conta ancora solo il 5% circa del mercato (complessivo del gioco d'azzardo in Italia), ma è molto promettente, come tasso di crescita.
L'ultimo rapporto si può leggere a Gioco online, mercato italiano a +25%: ora vale 1 miliardo, <http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/46768_gioco-online-mercato-italiano-a-25-ora-vale-1-miliardo.htm>.
La curiosità su quanto cresca quello illegale, o quello in rete che elude il fisco italiano, ce la dobbiamo tenere.
Il settore, a quanto pare, conta ancora solo il 5% circa del mercato (complessivo del gioco d'azzardo in Italia), ma è molto promettente, come tasso di crescita.
martedì 11 aprile 2017
Catalogatori situazionisti? (Qualità dei cataloghi 12)
Evidentemente ci sono catalogatori situazionisti (vedi alla voce détournement, ma è meglio Wikipedia in inglese che in francese), che si annidano nei posti più imprevisti (perfino tra i salesiani).


venerdì 7 aprile 2017
Oxford e ancora Brexit (Off-topic)
Un amico mi ha segnalato questo articolo: La battaglia culturale di Oxford per resistere all’effetto Brexit, <http://www.lastampa.it/2017/04/06/esteri/la-battaglia-culturale-di-oxford-per-resistere-alleffetto-brexit-Bg4fPiPv1cSlQ89WPrmaVJ/pagina.html>.
Vi si dice fra l'altro che «Lo scontro in atto [...] ha radici profonde. Si fronteggiano due concezioni diverse della politica e della convivenza civile, le quali sfuggono alla semplice distinzione tra destra e sinistra. In un saggio recente, il giornalista David Goodhart ha coniato quella che sembra l’etichetta più felice per descrivere questi due schieramenti: Gli Anywhere (i nessunluogo) contro i Somewhere (i qualche luogo). Coloro che non si sentono legati ad alcun luogo si scontrano con coloro che sono radicati.»
A me, francamente, sembra che le cose stiano in modo molto diverso (anche se in Inghilterra non ci vado da molti anni). Non vedo p.es. nessuna incompatibilità tra l'essere europeisti e l'essere legati alle proprie radici (che sono, fra l'altro, molto europee, per chi conosce un pochino di storia).
Vi si dice fra l'altro che «Lo scontro in atto [...] ha radici profonde. Si fronteggiano due concezioni diverse della politica e della convivenza civile, le quali sfuggono alla semplice distinzione tra destra e sinistra. In un saggio recente, il giornalista David Goodhart ha coniato quella che sembra l’etichetta più felice per descrivere questi due schieramenti: Gli Anywhere (i nessunluogo) contro i Somewhere (i qualche luogo). Coloro che non si sentono legati ad alcun luogo si scontrano con coloro che sono radicati.»
A me, francamente, sembra che le cose stiano in modo molto diverso (anche se in Inghilterra non ci vado da molti anni). Non vedo p.es. nessuna incompatibilità tra l'essere europeisti e l'essere legati alle proprie radici (che sono, fra l'altro, molto europee, per chi conosce un pochino di storia).
venerdì 31 marzo 2017
Bambina prodigio e catalogatori che fanno danno invece che utile (Qualità dei cataloghi 11)
Una bibliotecaria mi ha segnalato il caso de La capanna dello zio Tom, edizioni Mursia.
In SBN ci sono 27 record, con date dal 1963 al 2010, che ovviamente sono quasi tutte ristampe inalterate o pasticci vari. Cioè record non solo inutili, ma dannosi.
(Nelle biblioteche manca il personale, lo so. Ragione di più per non sprecare tempo a fare lavori dannosi. Manca anche la formazione, lo so. Ragione di più per riusare i record corretti che già ci sono, invece di inserire ex novo record sbagliati compilati da incompetenti).
Il campionario di errori e stupidaggini lo potete vedere da soli.
Una delle stupidaggini più curiose sono i due record con doppia data, "copyr. 1963-1983" (IT\ICCU\RLZ\0189689) e "c1963-1983" (IT\ICCU\RLZ\0151233), come fosse una pubblicazione in più volumi. Divertente il "copyr.", come un cuoco che frigge gli spaghetti crudi invece di bollirli, ma ci mette lo scalogno perché ha sentito dire che lo usano i cuochi à la page.
In SBN ci sono 27 record, con date dal 1963 al 2010, che ovviamente sono quasi tutte ristampe inalterate o pasticci vari. Cioè record non solo inutili, ma dannosi.
(Nelle biblioteche manca il personale, lo so. Ragione di più per non sprecare tempo a fare lavori dannosi. Manca anche la formazione, lo so. Ragione di più per riusare i record corretti che già ci sono, invece di inserire ex novo record sbagliati compilati da incompetenti).
Il campionario di errori e stupidaggini lo potete vedere da soli.
Una delle stupidaggini più curiose sono i due record con doppia data, "copyr. 1963-1983" (IT\ICCU\RLZ\0189689) e "c1963-1983" (IT\ICCU\RLZ\0151233), come fosse una pubblicazione in più volumi. Divertente il "copyr.", come un cuoco che frigge gli spaghetti crudi invece di bollirli, ma ci mette lo scalogno perché ha sentito dire che lo usano i cuochi à la page.
sabato 18 marzo 2017
L'erba del vicino 2
La letteratura biblioteconomica tende molto, ai nostri tempi, a essere pura autopropaganda e autoconsolazione. Non soltanto - lo si è sempre fatto - preaching to the saved (predicare ai salvati, quelli che già sono convinti che le biblioteche sono importantissime ecc. ecc.), ma - cosa che è molto più grave - predicare che "tutto va bene, madama la Marchesa", le biblioteche sono al centro di tutto, sulla cresta dell'onda, più avanti di chiunque, ecc. ecc.
Il guaio però è che non ci crede nessuno (nessun altro), soprattutto adesso.
(Che in altri momenti, p.es. nei primi anni della diffusione di Internet, siano state davvero avanti, più avanti di altri, è vero, ma erano altri tempi).
Il guaio però è che non ci crede nessuno (nessun altro), soprattutto adesso.
(Che in altri momenti, p.es. nei primi anni della diffusione di Internet, siano state davvero avanti, più avanti di altri, è vero, ma erano altri tempi).
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