Beh, non è difficilissimo indovinare. La corruzione? Forse, anche.
Ma come spesa pubblica? È facile, basta pensare a quella più inutile, la prima che vi verrà in mente.
La spesa militare, che è cresciuta dell'11% nelle uscite dello Stato tra 2015 e 2016.
<http://www.repubblica.it/economia/2017/04/29/news/armi_europa_sipri-164104393/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P7-S1.6-T1>
domenica 30 aprile 2017
venerdì 21 aprile 2017
Qualche considerazione sui risultati del concorso MiBACT
Si è concluso, con la pubblicazione della graduatoria, la selezione per bibliotecari del "concorsone" del Ministero dei beni culturali, i 500 nuovi funzionari promessi e ottenuti dal ministro Franceschini. I risultati si trovano a <http://riqualificazione.formez.it/content/concorso-ripam-mibact-primi-vincitori>.
Le polemiche sul fatto che ai bibliotecari siano stati destinati solo 25 posti (mentre non si faceva un concorso di dimensioni significative da 30 anni e ogni anno va in pensione una cinquantina di persone) sono note ed è inutile tornarci sopra.
La graduatoria mostra chiaramente quanto sia difficile, con un intervento così ridotto, intervenire sulla mancanza di ricambio e l'invecchiamento del personale.
Tra i venticinque vincitori, la più giovane ha già compiuto 30 anni, la meno giovane ne ha 50. Undici su 25 hanno più di 40 anni, e solo 5 ne hanno meno di 35.
Anche tra gli idonei (in tutto 60 persone) non ce n'è nemmeno uno sotto i 30 anni.
Le polemiche sul fatto che ai bibliotecari siano stati destinati solo 25 posti (mentre non si faceva un concorso di dimensioni significative da 30 anni e ogni anno va in pensione una cinquantina di persone) sono note ed è inutile tornarci sopra.
La graduatoria mostra chiaramente quanto sia difficile, con un intervento così ridotto, intervenire sulla mancanza di ricambio e l'invecchiamento del personale.
Tra i venticinque vincitori, la più giovane ha già compiuto 30 anni, la meno giovane ne ha 50. Undici su 25 hanno più di 40 anni, e solo 5 ne hanno meno di 35.
Anche tra gli idonei (in tutto 60 persone) non ce n'è nemmeno uno sotto i 30 anni.
mercoledì 12 aprile 2017
Crescita +25%: le tigri asiatiche? No, il gioco online in Italia
C'è un settore, in Italia, che nel 2016 è cresciuto del 25%: il gioco online (legale e in regola col fisco).
L'ultimo rapporto si può leggere a Gioco online, mercato italiano a +25%: ora vale 1 miliardo, <http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/46768_gioco-online-mercato-italiano-a-25-ora-vale-1-miliardo.htm>.
La curiosità su quanto cresca quello illegale, o quello in rete che elude il fisco italiano, ce la dobbiamo tenere.
Il settore, a quanto pare, conta ancora solo il 5% circa del mercato (complessivo del gioco d'azzardo in Italia), ma è molto promettente, come tasso di crescita.
L'ultimo rapporto si può leggere a Gioco online, mercato italiano a +25%: ora vale 1 miliardo, <http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/46768_gioco-online-mercato-italiano-a-25-ora-vale-1-miliardo.htm>.
La curiosità su quanto cresca quello illegale, o quello in rete che elude il fisco italiano, ce la dobbiamo tenere.
Il settore, a quanto pare, conta ancora solo il 5% circa del mercato (complessivo del gioco d'azzardo in Italia), ma è molto promettente, come tasso di crescita.
martedì 11 aprile 2017
Catalogatori situazionisti? (Qualità dei cataloghi 12)
Evidentemente ci sono catalogatori situazionisti (vedi alla voce détournement, ma è meglio Wikipedia in inglese che in francese), che si annidano nei posti più imprevisti (perfino tra i salesiani).


venerdì 7 aprile 2017
Oxford e ancora Brexit (Off-topic)
Un amico mi ha segnalato questo articolo: La battaglia culturale di Oxford per resistere all’effetto Brexit, <http://www.lastampa.it/2017/04/06/esteri/la-battaglia-culturale-di-oxford-per-resistere-alleffetto-brexit-Bg4fPiPv1cSlQ89WPrmaVJ/pagina.html>.
Vi si dice fra l'altro che «Lo scontro in atto [...] ha radici profonde. Si fronteggiano due concezioni diverse della politica e della convivenza civile, le quali sfuggono alla semplice distinzione tra destra e sinistra. In un saggio recente, il giornalista David Goodhart ha coniato quella che sembra l’etichetta più felice per descrivere questi due schieramenti: Gli Anywhere (i nessunluogo) contro i Somewhere (i qualche luogo). Coloro che non si sentono legati ad alcun luogo si scontrano con coloro che sono radicati.»
A me, francamente, sembra che le cose stiano in modo molto diverso (anche se in Inghilterra non ci vado da molti anni). Non vedo p.es. nessuna incompatibilità tra l'essere europeisti e l'essere legati alle proprie radici (che sono, fra l'altro, molto europee, per chi conosce un pochino di storia).
Vi si dice fra l'altro che «Lo scontro in atto [...] ha radici profonde. Si fronteggiano due concezioni diverse della politica e della convivenza civile, le quali sfuggono alla semplice distinzione tra destra e sinistra. In un saggio recente, il giornalista David Goodhart ha coniato quella che sembra l’etichetta più felice per descrivere questi due schieramenti: Gli Anywhere (i nessunluogo) contro i Somewhere (i qualche luogo). Coloro che non si sentono legati ad alcun luogo si scontrano con coloro che sono radicati.»
A me, francamente, sembra che le cose stiano in modo molto diverso (anche se in Inghilterra non ci vado da molti anni). Non vedo p.es. nessuna incompatibilità tra l'essere europeisti e l'essere legati alle proprie radici (che sono, fra l'altro, molto europee, per chi conosce un pochino di storia).
venerdì 31 marzo 2017
Bambina prodigio e catalogatori che fanno danno invece che utile (Qualità dei cataloghi 11)
Una bibliotecaria mi ha segnalato il caso de La capanna dello zio Tom, edizioni Mursia.
In SBN ci sono 27 record, con date dal 1963 al 2010, che ovviamente sono quasi tutte ristampe inalterate o pasticci vari. Cioè record non solo inutili, ma dannosi.
(Nelle biblioteche manca il personale, lo so. Ragione di più per non sprecare tempo a fare lavori dannosi. Manca anche la formazione, lo so. Ragione di più per riusare i record corretti che già ci sono, invece di inserire ex novo record sbagliati compilati da incompetenti).
Il campionario di errori e stupidaggini lo potete vedere da soli.
Una delle stupidaggini più curiose sono i due record con doppia data, "copyr. 1963-1983" (IT\ICCU\RLZ\0189689) e "c1963-1983" (IT\ICCU\RLZ\0151233), come fosse una pubblicazione in più volumi. Divertente il "copyr.", come un cuoco che frigge gli spaghetti crudi invece di bollirli, ma ci mette lo scalogno perché ha sentito dire che lo usano i cuochi à la page.
In SBN ci sono 27 record, con date dal 1963 al 2010, che ovviamente sono quasi tutte ristampe inalterate o pasticci vari. Cioè record non solo inutili, ma dannosi.
(Nelle biblioteche manca il personale, lo so. Ragione di più per non sprecare tempo a fare lavori dannosi. Manca anche la formazione, lo so. Ragione di più per riusare i record corretti che già ci sono, invece di inserire ex novo record sbagliati compilati da incompetenti).
Il campionario di errori e stupidaggini lo potete vedere da soli.
Una delle stupidaggini più curiose sono i due record con doppia data, "copyr. 1963-1983" (IT\ICCU\RLZ\0189689) e "c1963-1983" (IT\ICCU\RLZ\0151233), come fosse una pubblicazione in più volumi. Divertente il "copyr.", come un cuoco che frigge gli spaghetti crudi invece di bollirli, ma ci mette lo scalogno perché ha sentito dire che lo usano i cuochi à la page.
sabato 18 marzo 2017
L'erba del vicino 2
La letteratura biblioteconomica tende molto, ai nostri tempi, a essere pura autopropaganda e autoconsolazione. Non soltanto - lo si è sempre fatto - preaching to the saved (predicare ai salvati, quelli che già sono convinti che le biblioteche sono importantissime ecc. ecc.), ma - cosa che è molto più grave - predicare che "tutto va bene, madama la Marchesa", le biblioteche sono al centro di tutto, sulla cresta dell'onda, più avanti di chiunque, ecc. ecc.
Il guaio però è che non ci crede nessuno (nessun altro), soprattutto adesso.
(Che in altri momenti, p.es. nei primi anni della diffusione di Internet, siano state davvero avanti, più avanti di altri, è vero, ma erano altri tempi).
Il guaio però è che non ci crede nessuno (nessun altro), soprattutto adesso.
(Che in altri momenti, p.es. nei primi anni della diffusione di Internet, siano state davvero avanti, più avanti di altri, è vero, ma erano altri tempi).
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venerdì 17 marzo 2017
L'erba del vicino...
Le biblioteche finlandesi sono sicuramente bellissime e funzionano benissimo.
Però, mi ha colpito questa figura (l'unica, in sostanza) di un articolo appena uscito che illustra le meraviglie (o pretese tali) della loro rete bibliotecaria.
Però, mi ha colpito questa figura (l'unica, in sostanza) di un articolo appena uscito che illustra le meraviglie (o pretese tali) della loro rete bibliotecaria.
giovedì 16 marzo 2017
La crescita, lo Stato biscazziere e l'ignoranza
Nelle scorse settimane sono state diffuse le cifre dell'andamento dei giochi d'azzardo in Italia. Secondo "La Repubblica", il giro d'affari legale tra 2015 e 2016 è aumentato dell'8% circa. Secondo l'Agenzia delle Entrate, però, l'aumento del 2016 rispetto al 2015 è addirittura del 22%, un tasso di crescita che manco la Cina degli anni migliori...
Invece in Italia la crescita del PIL, come è noto, non c'è (inutile litigare sui decimali, se è o non è 0,9%).
Il gioco d'azzardo costituisce poco meno del 5% del PIL italiano: un bel ramo d'industria, in cui si vende niente (o un pezzo di cartoncino colorato da grattare) in cambio di soldi veri.
Naturalmente l'Agenzia delle Entrate non rileva il gioco clandestino, quello su piattaforme online non italiane, ecc. ecc., e insomma tutta quella larghissima fetta del settore che non si traduce in entrate fiscali per la Repubblica italiana.
Trovate la notizia, p.es., a <http://video.repubblica.it/economia-e-finanza/siamo-il-paese-delle-slot-ma-a-vincere-sono-solo-i-privati/266848/267225>
e a <https://ilfoglietto.it/il-foglietto/5230-boom-dei-giochi-d-azzardo-lo-stato-biscazziere-festeggia-l-aumento-delle-entrate.html>.
Simpatico anche questo titolo: Gli italiani spendono per le slot machine 300 volte più che per i libri, su «L'Espresso», <http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/02/03/news/gli-italiani-spendono-per-le-slot-machine-300-volte-piu-che-per-i-libri-1.294818>.
L'argomento ha interessato anche Treccani, che nota che la spesa degli italiani è raddoppiata negli ultimi 8 anni <http://www.treccani.it/magazine/societa/Gioco_d_azzardo_patologico_nel_2016.html>.
Invece in Italia la crescita del PIL, come è noto, non c'è (inutile litigare sui decimali, se è o non è 0,9%).
Il gioco d'azzardo costituisce poco meno del 5% del PIL italiano: un bel ramo d'industria, in cui si vende niente (o un pezzo di cartoncino colorato da grattare) in cambio di soldi veri.
Naturalmente l'Agenzia delle Entrate non rileva il gioco clandestino, quello su piattaforme online non italiane, ecc. ecc., e insomma tutta quella larghissima fetta del settore che non si traduce in entrate fiscali per la Repubblica italiana.
Trovate la notizia, p.es., a <http://video.repubblica.it/economia-e-finanza/siamo-il-paese-delle-slot-ma-a-vincere-sono-solo-i-privati/266848/267225>
e a <https://ilfoglietto.it/il-foglietto/5230-boom-dei-giochi-d-azzardo-lo-stato-biscazziere-festeggia-l-aumento-delle-entrate.html>.
Simpatico anche questo titolo: Gli italiani spendono per le slot machine 300 volte più che per i libri, su «L'Espresso», <http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/02/03/news/gli-italiani-spendono-per-le-slot-machine-300-volte-piu-che-per-i-libri-1.294818>.
L'argomento ha interessato anche Treccani, che nota che la spesa degli italiani è raddoppiata negli ultimi 8 anni <http://www.treccani.it/magazine/societa/Gioco_d_azzardo_patologico_nel_2016.html>.
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